CRONACA - 24 gennaio 2025, 17:29

La piscina di Pré Saint Didier; una storia di lavori infinita e speranze deluse

Intanto, le famiglie aspettano, e per molte di loro la pazienza sta per finire

La piscina di Pré Saint Didier; una storia di lavori infinita e speranze deluse

La piscina di Pré Saint Didier, un’infrastruttura fondamentale per la comunità locale, è ormai al centro di un dibattito acceso che ha sollevato più di qualche interrogativo riguardo alla gestione e ai tempi di completamento dei lavori di ristrutturazione. Dopo anni di attesa, di piani e di promesse non mantenute, la struttura è ancora chiusa, e i bambini che all’epoca della chiusura avevano 4-5 anni ora ne hanno 11. Una generazione è cresciuta senza poter usufruire di quella che era un’istituzione per la vita sociale e sportiva della zona. La domanda che molti si pongono è: "È giusto continuare ad aspettare mentre i meccanismi burocratici sembrano procedere senza una vera fine in vista?"

A lanciare l’ennesimo grido di allarme è stato Lorenzo Visconti, che ha presentato una mozione sul portale Change.org, raccogliendo numerose adesioni da parte di cittadini e famiglie che, comprensibilmente, sono esasperate da un progetto che pare non arrivare mai a termine. Secondo la mozione, è inconcepibile che, dopo anni di lavori e con l’ennesima data di apertura prevista per l’estate del 2025, la piscina non sia ancora accessibile.

Il quadro della situazione è a dir poco inquietante. Inizialmente, il costo complessivo dei lavori era stato stimato in circa 5,6 milioni di euro, ma l’impossibilità di rispettare i tempi stabiliti e le sfide impreviste hanno fatto lievitare il budget, con un aumento di circa un milione di euro dovuto alla rivalutazione dei prezzi, come previsto dalle normative vigenti. In altre parole, la spesa complessiva è destinata a salire a oltre 6,5 milioni di euro, senza contare i costi indiretti, come quelli legati alla perdita di opportunità e ai disagi per i residenti.

La questione solleva anche dubbi sul piano di gestione del progetto. Se da un lato è comprensibile che le complessità strutturali e i cambiamenti nei costi dei materiali possano influire sui tempi di realizzazione, dall’altro è evidente che una maggiore trasparenza e un monitoraggio costante sarebbero stati necessari per evitare che una situazione del genere si prolungasse così a lungo.

Cosa significa tutto questo per la comunità? Innanzitutto, per i bambini, che non hanno potuto beneficiare di un centro sportivo ed educativo che avrebbe potuto fare la differenza nella loro crescita. Ma anche per gli adulti, che vedono una risorsa fondamentale per la salute e il benessere collettivo che resta inutilizzata. Un’intera zona che avrebbe potuto godere di una piscina di alta qualità, adatta per il nuoto e per altre attività, ha dovuto fare i conti con il disservizio.

In un’epoca in cui la gestione delle risorse pubbliche dovrebbe essere sempre più efficiente, è difficile non chiedersi se non vi fosse un altro modo per evitare una tale spirale di ritardi e imprevisti. Alcuni sostengono che si tratti di una questione di scarsa capacità amministrativa, altri puntano il dito contro una burocrazia lenta e a tratti incapace di rispondere alle esigenze della comunità.

Nel frattempo, il termine dei lavori è previsto per aprile 2025, con l’apertura "ipotizzabile" per l’estate dello stesso anno. Si tratta di una data che, a questo punto, suona più come una speranza che una certezza. La speranza di vedere finalmente concluso un progetto che potrebbe essere una risorsa fondamentale per la comunità. Ma intanto, le famiglie aspettano, e per molte di loro la pazienza sta per finire.

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