Nell'interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Manes ha sottolineato un aspetto fondamentale della questione: «Molte vincitrici del concorso a cattedre si trovano in gravidanza e, per ovvi motivi, non sono in grado di rispettare i tempi per l'abilitazione». La sua preoccupazione era rivolta principalmente alle difficoltà pratiche che queste lavoratrici potrebbero incontrare nel completare il percorso abilitante, che prevede la frequenza obbligatoria di corsi universitari tra aprile e agosto 2025.
Secondo Manes, la situazione si fa ancor più grave se si considera che il mancato assolvimento di questi corsi comprometterebbe la possibilità di ottenere il titolo finale e, di conseguenza, la conferma in ruolo. «Chiediamo, quindi, Ministro, quali misure derogatorie possano eventualmente essere messe in atto per evitare un problema enorme a queste insegnanti», ha aggiunto il deputato, sollecitando una riflessione su eventuali soluzioni che possano tutelare queste lavoratrici senza compromettere la loro carriera.
In risposta, il Ministro Giuseppe Valditara ha chiarito che la normativa prevede già misure di tutela. Infatti, il decreto ministeriale n. 156 del 2025 consente alle università di sospendere il percorso di formazione iniziale per le lavoratrici in gravidanza, permettendo loro di proseguire il corso nell'anno accademico successivo. «L'impossibilità di partecipazione ai percorsi abilitanti da parte delle vincitrici di concorso in stato di gravidanza non può pregiudicare la loro assunzione in ruolo», ha dichiarato il Ministro, confermando che le lavoratrici in maternità non perderanno il diritto a essere confermate in ruolo a patto che rispettino le disposizioni generali a tutela della maternità.
Franco Manes, soddisfatto della risposta ricevuta, ha poi aggiunto: «Eravamo sicuri che ci fosse stato un corto circuito nelle modalità e nelle tempistiche per l'espletamento dei corsi universitari. La sua risposta ci accoglie favorevolmente, perché tiene conto di un problema molto reale e concreto». Ha infatti evidenziato che le difficoltà non riguardano solo le insegnanti in gravidanza, ma anche coloro che provengono da territori remoti o aree interne, dove le sedi universitarie sono distanti, aumentando così le difficoltà logistiche per frequentare i corsi.
Queste dichiarazioni di Manes offrono uno spunto di riflessione sulle politiche di reclutamento e formazione del personale docente. Da un lato, il sistema normativo legato al PNRR mira a garantire un alto standard di qualità attraverso percorsi abilitanti strutturati, ma dall’altro non tiene sempre conto delle specifiche esigenze delle lavoratrici, in particolare in periodi delicati come la gravidanza o la maternità. La risposta del Ministro, che conferma la possibilità di sospendere e riprendere il percorso formativo, rappresenta un passo positivo verso una maggiore flessibilità, ma resta da vedere come verranno gestite le problematiche logistiche per chi proviene da territori più svantaggiati.
In definitiva, l'interrogazione di Manes ha messo in evidenza non solo la necessità di tutelare la maternità e di garantire pari opportunità alle lavoratrici, ma anche l’importanza di considerare le difficoltà pratiche che alcune categorie di docenti, in particolare quelli provenienti da aree periferiche, potrebbero incontrare. Le sue dichiarazioni evidenziano la necessità di un sistema educativo che, pur mirando all'eccellenza, non dimentichi le specifiche esigenze delle persone che ne fanno parte, promuovendo inclusività e accessibilità per tutti.