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CRONACA | 29 marzo 2025, 13:16

Il DASPO fuori contesto colpisce duramente un facinoroso valdostano

La violenza negli stadi, fenomeno purtroppo ancora presente nel panorama sportivo italiano, continua a sollevare preoccupazioni riguardo alla sicurezza durante le manifestazioni sportive

Il DASPO fuori contesto colpisce duramente un facinoroso valdostano

Il Questore di Aosta, Gian Maria Sertorio, ha recentemente emesso il primo D.A.S.P.O "fuori contesto", una misura che va a colpire chi, pur non essendo coinvolto direttamente in episodi di violenza durante le manifestazioni sportive, compie reati gravi anche al di fuori dello stadio.

Il caso che ha portato all’applicazione di questa misura riguarda un giovane valdostano, appartenente alla tifoseria organizzata di una squadra di calcio di Seconda Categoria, arrestato per possesso di sostanze stupefacenti. L’adozione del DASPO "fuori contesto" si inserisce in una normativa introdotta con il Decreto Sicurezza bis, la quale consente alle forze dell’ordine di estendere il divieto di accesso agli stadi anche a chi commette reati gravi al di fuori di un impianto sportivo, con l’obiettivo di prevenire comportamenti violenti che possano trasferirsi all’interno delle arene sportive.

Un altro episodio che ha spinto le forze dell’ordine a ricorrere al DASPO è avvenuto durante un incontro del Campionato dilettantistico 2024/2025, tra una squadra locale e una ospite. Al termine della partita, dopo una serie di provocazioni reciproche tra i calciatori, un giocatore della squadra ospite ha lanciato un oggetto contro la tifoseria locale, suscitando una reazione di rabbia tra i presenti. La situazione è degenerata con l’invasione di campo da parte di un tifoso locale che ha cercato di aggredire il giocatore, venendo fermato prima di compiere il suo intento. Le autorità hanno prontamente identificato i responsabili e applicato le misure di prevenzione, compreso il DASPO.

Le dinamiche violente non si sono limitate ai soli protagonisti sul campo. In un altro incontro di calcio giovanile, le tifoserie (composte in parte da genitori dei giovani calciatori) sono giunte allo scontro fisico, costringendo l’arbitro a sospendere temporaneamente la partita. Tre genitori sono stati denunciati e, a seguito delle indagini, sono stati sottoposti a DASPO. Questo episodio evidenzia come la violenza e la tensione non si manifestino solo tra tifosi “tradizionali”, ma possano coinvolgere anche familiari e spettatori, mettendo a rischio la serenità e la sicurezza delle manifestazioni sportive, soprattutto quelle giovanili.

Un altro episodio di violenza tra tifoserie, accaduto durante una partita del campionato dilettantistico, ha visto alcuni membri della tifoseria ospite tentare di scavalcare la barriera di sicurezza per aggredire i tifosi avversari. Un uomo, con il volto coperto, ha brandito una cintura tentando di colpire i rivali. Solo l'intervento tempestivo delle forze dell’ordine e le riprese video hanno permesso di identificare l'aggressore, che è stato successivamente sottoposto a DASPO.

Questi episodi sono solo alcuni dei tanti che caratterizzano le partite di calcio, anche nelle categorie inferiori, dove la passione e l’entusiasmo spesso sfociano in comportamenti violenti. È evidente che, se da un lato la misura del DASPO è un passo fondamentale per garantire la sicurezza negli stadi, dall'altro non basta a risolvere il problema alla radice. La violenza negli stadi, infatti, è spesso il riflesso di un disagio sociale che non si limita agli spazi sportivi, ma che si riversa anche nelle vie, nelle piazze e nei contesti quotidiani.

L’applicazione delle misure di prevenzione, come il DASPO "fuori contesto", rappresenta senza dubbio una risposta efficace da parte delle forze dell’ordine, ma è altrettanto necessario un impegno condiviso da tutte le parti coinvolte—tifosi, club sportivi, istituzioni e società civile—per costruire una cultura della partecipazione sportiva che metta al centro il rispetto reciproco. Solo così si potrà sperare di ridurre il fenomeno della violenza negli stadi e garantire un ambiente sicuro per tutti, tifosi e atleti, in ogni angolo del paese.

pi/red

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