l Ministro stoppa il provvedimento che avrebbe omologato automaticamente i dispositivi approvati dopo il 2017, questa disposizione avrebbe spento però moltissimi dispositivi in tutte le regioni. L’assurda gestione della questione autovelox da parte del Ministero. Dopo la disputa sui termini “omologazione” e “approvazione”, con la recente sentenza della Cassazione “Corte di Cassazione penale (n. 10365/2025)” che arrivava addirittura a disporre il sequestro dei dispositivi approvati ma non omologati. la Corte di Cassazione ha confermato la possibilità di sequestrare in via preventiva numerosi autovelox in tutta Italia, accusando un imprenditore di frode in pubbliche forniture e falso per induzione. La questione è sempre la stessa: la differenza tra i termini “approvazione” e “omologazione”.
La Cassazione si era già espressa lo scorso anno per l’obbligo dell’omologazione, dichiarando contestabili tutte le infrazioni rilevate da apparecchi solo approvati ma non omologati (praticamente quasi tutti i dispositivi italiani). Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla fine della scorsa settimana aveva ideato un decreto che avrebbe dovuto omologare in automatico tutti gli autovelox approvati dopo il 13 agosto del 2017. Il provvedimento che avrebbe dovuto fare ordine rischiava però di disattivare la quasi totalità dei dispositivi installati sul territorio italiano, in quanto approvati prima di quella data. Da qui il dietrofront e la sospensione del decreto: “sono necessari ulteriori approfondimenti”, ha detto il ministro Matteo Salvini.
Il decreto attuativo sarebbe dovuto entrare in vigore già a luglio, regolamentando un settore, quello degli autovelox, dove da molto regna il caos. Il rischio concreto ora è una nuova valanga di multe elevate dagli autovelox nei mesi estivi.
Tra i dispositivi che il decreto avrebbe di fatto spento ci sono anche i Tutor 1.0 e 2.0, tutti approvati prima dell’agosto del 2017, ma anche la maggior parte dei dispositivi a disposizione delle amministrazioni locali. “In piena estate e con l'esodo degli italiani per le vacanze, porterebbe alla disattivazione della stragrande maggioranza degli apparati di controllo velocità”, aveva denunciato l’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale.
La sospensione del decreto sugli autovelox allunga l'agonia degli automobilisti e accresce ancora di più la confusione nel settore delle multe per violazione del codice della strada. Dopo anni di attesa e di sentenze controverse che hanno di fatto bocciato gli autovelox approvati ma non omologati, si assiste ad un nuovo rinvio nella risoluzione di una questione che ha portato ad una raffica di ricorsi da parte degli automobilisti.
Ora resta tutto congelato in una continua diatriba tra termini e poteri dello Stato. L’impressione è che con il decreto il ministero abbia tentato di forzare la mano, aggirando le differenze tra approvazione e omologazione che più volte la Cassazione aveva confermato, senza descrivere la procedura da seguire per l’omologazione, che ad oggi continua a mancare. Una “scorciatoia” che però avrebbe lasciato senza controllo migliaia di chilometri di strade (e le casse dei Comuni al verde, ai quali lo Stato ha diminuito negli anni i trasferimenti, che vengono rimpinguate a spese degli automobilisti). Quindi le multe continueranno a essere rilevate da apparecchi per la maggior parte approvati ma non omologati per poi essere inviate ai presunti trasgressori, i quali per fare ricorso come suggeriscono gli avvocati dovranno essere disposti a impegnare tempo e soldi.