CULTURA - 26 febbraio 2025, 10:04

Il Teatro Angrogna compie 53 anni: 17 spettacoli per un anno ancora di cultura e impegno

Con la riproposta di "Barbèt", lo spettacolo su frammenti di storia della gente valdese andato in scena a Firenze il 15 febbraio di fronte a un pubblico numeroso ed attento, ha preso il via il primo dei per ora 17 appuntamenti che il Teatro Angrogna intende presentare al suo pubblico da qui a fine ottobre

Le foto sono di Jole Paolasso, scattate a Bobbio Pellice

Un programma tutto sommato abbastanza intenso per un'esperienza giunta al suo cinquantatreesimo anno, "nonostante — come è stato scritto — il contesto, i mezzi, l'oggettiva marginalità rispetto ai grandi centri in cui si fa la cultura che conta" (G. Platone).

E così, anche per contrastare in qualche modo la deriva sociale in cui sta sempre più scivolando il Belpaese, e a dispetto della rottamazione in atto da qualche tempo nelle Valli, orchestrata da chi considera ormai esaurita la vicenda culturale del GTA, il gruppo angrognino ha scelto di continuare a lavorare "alla grande" almeno per un anno ancora, prima che la sua stessa durata finisca con il devitalizzarla.

Il cartellone 2025 (che sarà presentato e distribuito a margine degli interventi dell'8 marzo alla Foresteria Valdese di Torre Pellice, nel corso della Giornata Internazionale della Donna promossa dall'AUSER, e il 23 in occasione delle manifestazioni indette dall'ANPI di Luserna S. Giovanni a ricordo della battaglia di Pontevecchio) prevede infatti la presentazione di cinque diverse opere.

Oltre al "Barbèt", andranno in scena due testi sulla Resistenza: la novità "Jenny Cardon (1917-1945), Staffetta di Giustizia e di Libertà" e la riproposta di "Siamo sempre sotto processo: storie di donne antifasciste di ieri e di oggi"; il concerto "Farfilò: chants de la tradition poèpulaire des vallées en deçà et au de là des Alpes", e una ennesima replica di "Migranti: quando la gente deve scappare dalla fame e dalla miseria, dalla dittatura e dalla guerra".

Un itinerario che porterà la "combriccola" del GTA, per la regia di Claudio Raimondo, in giro per le Valli Valdesi, nel Pinerolese, nelle valli del Cuneese, in Francia, dai piccoli villaggi come Cabrières d'Aigues alle grandi città come Napoli. Ne faranno parte quasi tutti gli undici componenti del Gruppo, tra i quali quattro dei dodici soci che nel 1972 furono i protagonisti del passaggio non solo formale del Gruppo Filodrammatico Valdese al Gruppo Teatro Angrogna.

Appuntamento dunque a Torre Pellice l'8 marzo alle 14:45 alla Foresteria di Torre con frammenti del "Jenny Cardon" (la cui anteprima è prevista alla Sala Scroppo, per iniziativa del Comune, il 26 aprile, nell'ottantesimo anniversario della morte della partigiana originaria di Prarostino, e il 23 marzo, alle 16, alla Sala Albarin di San Giovanni con "Siamo sempre sotto processo", quando le attrici del GTA daranno volto e voce alle operaie che all'inizio degli anni '20 del Novecento occuparono la fabbrica di Pralafera; a "Cita", operaia anch'essa, finita davanti al Tribunale Speciale nel 1936 per aver cantato una versione comunista dell'inno fascista "Giovinezza"; a Mamma Togni, combattente della Resistenza, arrestata e portata al Commissariato di Polizia per aver tentato di impedire, alla fine degli anni '60, il comizio di un parlamentare della Repubblica, già fascista e ora missino; a Ilaria Salis, l'antifascista milanese che, per aver schiaffeggiato due giovani neonazisti ungheresi nel corso di una manifestazione a Budapest, rischia ancora una condanna a 24 anni nelle prigioni di massima sicurezza del sovranista Viktor Orban, grande amico di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Jean Louis Sappé