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CRONACA | 21 dicembre 2021, 16:37

All'Istituto Don Bosco di Chatillon il presepe del riciclo

Il catechista don Joseph Pravin Raj ed i ragazzi hanno realizzato uba singolaere rappresentazione della Natività: Il creatore in visita al creato

All'Istituto Don Bosco di Chatillon il presepe del riciclo

Il mese di dicembre è, senza dubbio, un mese fondamentale per tutti i cristiani del mondo, in quanto si celebra la nascita di Gesù. Infatti, Il 25 dicembre si festeggia il Santo Natale, ossia la visita di Dio al creato. Durante questa giornata speciale il Signore è vicino ad ogni cristiano e la sua presenza e vicinanza si percepisce attraverso l’affetto della famiglia e degli amici, i quali si ritrovano per trascorrere del tempo insieme, in un clima di festa e di condivisione. Ecco dunque l’espressione più sincera del Signor : la vicinanza ai propri cari, le buone opere, la condivisione, la gratitudine verso i propri affetti, verso la propria vita e verso tutta l’opera del creato.

Questi sono i messaggi che vogliamo trasmettere ai nostri giovani. Durante il periodo dell’avvento, tante sono state le tematiche emerse, ma una in particolare ha suscitato l'attenzione degli alunni: la generosa natura creata del Signore è ormai da molto tempo rovinata dall’azione dell’uomo.

Per questo motivo, al fine di sensibilizzare e responsabilizzare i nostri ragazzi sull’importanza della salvaguardia della natura e dell’opera del Signore, è stato chiesto alle classi di creare dei presepi con materiali di riciclo.

In fondo alle classi possiamo infatti trovare capanne costruite con legno riciclato e muschio, pecorelle realizzate con cotone, personaggi principali composti da tappi di sughero e stoffa, animali di cartone e paglia per riprodurre il suolo.

Il messaggio della realizzazione di questi presepi, e del percorso dell’avvento in preparazione al Santo Natale, è dunque quello di rendere più responsabili e partecipi gli alunni nei confronti della generosa natura che ci circonda e che ci è stata offerta grazie all’opera di Dio.

Infine, il messaggio che si vuole trasmettere è quello di non dimenticare che la Terra donata dal Signore è unica e preziosa, e che dobbiamo prendercene cura, come ci prendiamo cura dei nostri affetti e dei nostri cari.

ascova

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